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Originario di Casteldurante, oggi Urbania, presso Urbino, rappresenta una singolare figura di scrittore eclettico. Oltre che del più noto "Le Piante et i Ritratti delle Città e Terre dell'Umbria" (1578), è l'autore del trattato "Li tre libri dell'arte del vasaio", manoscritto di poco anteriore al 1559, oggi al Victoria and Albert Museum di Londra. La prima edizione a stampa è quella di Roma del 1857, mentre ne esiste una edizione francese, edita nel 1861, artificiosamente tradotta da C.Popelyn in francese rinascimentale, col titolo di "Trois Libvres de l'Art du Potier".
Non sappiamo molto sulla sua reale formazione, poiche il suo trattato, che ne rivela alcuni aspetti non è totalmente esaustivo. In numerosi passi emergono riferimenti alla tradizione ermetica e allusioni misteriche che quasi certamente poco hanno a che vedere con la reale pratica artigianale. Le sue formule per la realizzazione degli smalti, le sue descrizioni del ciclo produttivo e le vivaci raffigurazioni dell'attività delle botteghe che ornano il manoscritto restano tuttavia un punto di confronto indispensabile per gli studi nel settore. Il Piccolpasso rivela i gelosi procedimento dei fornaciai e dei pittori di ceramica del XVI secolo, ai quali aggiunge la sua personale esperienza di ceramista. L'opera si articola in tre libri, il primo dei quali tratta la scelta delle terre, le tecniche di formatura e le macchine necessarie a tali lavorazioni. Il secondo libro accoglie le istruzioni sulla cottura dei vasi e i procedimenti per la colorazione; infine nel terzo si insegna l'invetriatura, la smaltatura, la pittura e gli altri procedimenti di decorazione.
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